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COME COMPORTARSI CON GLI ANIMALI DI CASA QUANDO ARRIVA UN BAMBINO

Di Donatella Pirola in BASSETHOUND TOWN 

 

L’arrivo di un nuovo nato in famiglia comporta per tutti momenti di difficoltà, compresi gli animali già presenti da tempo in casa. Spesso per la coppia hanno avuto il significato di “primo figlio”, con il quale sperimentare quell’attaccamento e quelle attenzioni che ora sono necessariamente e prevalentemente rivolte al bambino.

Il risultato della mancanza di determinate accortezze nei confronti degli animali di casa in seguito al nuovo evento, può generare in essi (anche in quelli “più buoni”) ansia, iper-vigilanza, gelosia e confusione che possono sfociare in comportamenti aggressivi sia nei confronti del padrone, ritenuto “traditore” della fiducia dimostrata, che nei confronti del piccolo/a, visto come usurpatore del “trono” di famiglia fino a quel momento concesso all’animale. Il risultato spesso si concretizza purtroppo nell’abbandono dell’animale ritenuto pericoloso.

La semplice osservanza di alcune regole qui di seguito riportate permetterà a tutti di affrontare il nuovo evento nel modo meno doloroso e più efficace per tutti. Parlerò in particolare del rapporto con il cane, in quanto essere molto più dipendente dall’uomo rispetto al gatto, anche se certe accortezze sarà opportuno intraprenderle ugualmente nei confronti di quest’ultimo.


Il capobranco: il cane spesso è confuso perché trattamenti indulgenti quali: “dormire con noi”, prendere regolarmente dalle nostre mani il cibo da tavola o mangiare prima o insieme a noi, entrare-uscire prima di noi dalle porte, permettergli di saltarci addosso, lasciargli prendere decisioni in vece nostra, etc., etc., tutte queste cose lo inducono a pensare di essere il membro più importante della famiglia. Se questo è avvenuto, nel momento in cui allatteremo o presteremo qualsiasi tipo di cura od attenzione al neonato/a il cane si sentirà immediatamente messo da parte e retrocesso dal ruolo che fin’ora gli è stato permesso di ricoprire: “capobranco”; per tanto, sarebbe opportuno, per la coppia in fase di presentazione del neonato, farsi aiutare da una persona qualificata. Al fine di evitare abbandoni inutili di animali con problemi comportamentali risolvibili, si ricorda che esistono persone con qualifiche di addestratore-comportamentista cinofilo disposte ad effettuare incontri prima del lieto evento, per evitare eventuali problematiche ed ansie ai neo-genitori. Ricordiamo alcune regole fondamentali che eviteranno di trovarci con un animale: “capobranco”, tali regole non significano meno affetto, ma AFFETTO DATO AL MOMENTO GIUSTO:
Quando torniamo a casa vanno ignorate anche con lo sguardo, le sue feste fino a quando non si calma e si allontana. Solo in quel momento lo si chiama, si aspetta che lui venga e poi lo si saluta.
Premiare con coccole, bocconcini i comportamenti giusti, per esempio: quando ci obbedisce, ed ignorare totalmente quelli sbagliati.
Ignorarlo quando viene di sua spontanea volontà a cercare coccole, cibo e gioco, ma chiamarlo a noi e poi coccolarlo (SIAMO NOI CHE DECIDIAMO E NON LUI).
Evitare di far entrare il cane nelle camere da letto (E’ LA NOSTRA CUCCIA E NON LA SUA…….NOI NON ANDREMO MAI AD OCCUPARE LA SUA !), trovargli una sistemazione consona al suo riposo e ad evitare di essere disturbato da chiunque.

Se una sola delle regole sopra citate, non fosse stata applicata, sarebbe opportuna una corretta valutazione del carattere dell’animale per poter presentare in sicurezza il nuovo arrivato.

L’arrivo del neonato/a in casa
prima dell’arrivo in casa del bambino/a: permettere al cane di annusare le varie attrezzature che si utilizzeranno per il nuovo arrivato/a nei luoghi dove saranno usate.
il primo incontro fra bambino/a e cane di famiglia: sarebbe importante che il cane potesse fiutare sin da subito gli indumenti utilizzati dal neonato, mentre è ancora in ospedale, lasciandoli in luoghi ove il cane potrà accedervi.
presentazione del bambino/a al cane: solitamente deve essere eseguita all’interno dell’abitazione oppure della proprietà, portando il bambino all’altezza del cane, permettendogli così di annusare almeno i piedini, ed accarezzando l’animale con calma senza cacciarlo via in nessun modo; qualora il cane dimostri insistenza nel voler conoscere il nuovo venuto, dopo l’ultima carezza, ci si allontana con calma dirigendosi altrove.

Dr. Andrea Benlodi

Struttura Psicologia clinica

In collaborazione con

Istruttore Nazionale U.C.I.S

Addestratore iscritto al registro nazionale ENCI

Al N.620

Comportamentista

Adriana Vigna

Pag. FACEBOOK

ASSOCIAZIONE CINOFILA GAIA

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