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Questi due articoli sono stati scritti per ridare speranza a tutti coloro che potrebbero vivere un’esperienza simile alla nostra e per dire che non bisogna arrendersi mai e che i nostri amici a quattro zampe meritano che venga fatto tutto il possibile per loro. OPERETTA – CANE A ROTELLE All'improvviso, un triste pomeriggio di agosto, ho sentito un dolore fortissimo e non sono più riuscita a reggermi sulle zampe posteriori. La mia mamma bipede mi ha immediatamente portata dal dottore. Diagnosi: ernia del disco. Per mia fortuna, ho trovato la disponibilità di uno specialista del settore, il Dr. Antonio Ferretti, che alle 9 di sera bloccava in clinica la sua equipe di neurochirurghi per cercare di ridarmi la libertà di movimento. Mi hanno quindi segregata in un gabbione...per fortuna parcheggiato nel salotto: così, anche se non c'era nessuno in casa, avevo sempre la TV accesa a tenermi compagnia. Dopo una decina di giorni la mia mamma bipede ha cominciato a farmi fare ginnastica e quindi ho iniziato a collaborare anch'io sforzandomi di camminare. In tutto questo il buon umore non mi ha mai abbandonato e la voglia di tornare a correre ha fatto il resto. E' stato un progresso continuo e io mi sentivo ogni giorno meglio: ormai ero di nuovo indipendente! Un malaugurato giorno, all'improvviso, riecco comparire la terribile sensazione di impotenza già provata due mesi prima. La mia mamma bipede era terrorizzata, anche se io cercavo di rassicurarla facendole notare come scodinzolassi bene, nonostante non riuscissi più a reggermi in piedi. Siamo corse dal Dr Ferretti, ma purtroppo la diagnosi è stata di una seconda ernia che questa volta, però, mi aveva lasciata senza sensibilità profonda. In effetti, a differenza dell'altra volta, non avvertivo nessun tipo di dolore. Voi credete che ci saremmo arrese? Giammai! Nel giro di due ore mi trovavo da un bravissimo veterinario, il Dr. Martinoli (importatore di carrelli per cani animali disabili della ditta K9) che mi stava prendendo tutte le misure, come un provetto sarto. E proprio come un bravo sarto mi ha fatto preparare una bellissima macchinina in America dall'amico Jack (notare la sensibilità degli americani: Jack, il signore che ha assemblato il mio carrello, mi ha scritto un bellissimo bigliettino di auguri di anni di giochi). Dopo neppure una settimana avevo di nuovo le zampe posteriori (ops, in casa le chiamano rotelle!). Finalmente ero libera di tornare a correre e giocare in giardino con i miei amici!
Sono diventata irrefrenabile e non capisco perchè a volte vedo gli umani che si toccano le caviglie con espressione di dolore. In fondo io voglio solo correre e giocare con loro, non ne ho certo colpa se le rotelle sporgono lateralmente!
Operetta in azione Nota della mamma bipede: Operetta andava carrellata subito dopo il primo intervento, per evitare che gli sforzi per recuperare l'uso degli arti posteriori facessero fuoriuscire una seconda ernia. L'inesperienza purtroppo si paga! Nonostante tutto, comunque, Operetta è un cane felice e non si sente diversa dagli altri amici "normali" che giocano ogni giorno con lei. Margherita OPERETTA: ALZATI E CAMMINA Sono passati un paio di mesi e Operetta scorrazza felice e gioca con i suoi amici a quattro zampe, grazie alle sue rotelle, finché, un fausto giorno, noto qualcosa di strano nel suo movimento: è stata un’impressione, oppure Operetta ha cercato di muovere il piede posteriore sinistro? Passano alcuni giorni e questo atteggiamento si ripresenta. Allora non è stata una visione!!! Carico immediatamente la cagnina in auto e ci precipitiamo dal Dr. Ferretti, il quale è più sbalordito di me: ad Operetta sta tornando la sensibilità. Vi lascio immaginare la mia esultanza! Ora, però, si pone un altro problema: oltre due mesi di inattività della schiena e del posteriore hanno completamente atrofizzato la muscolatura! Riesco ad avere l’indirizzo di un centro specializzato nel recupero dei cani disabili, l’ASTRAD di Milano, diretto dalla Dottoressa Caterina Vallani e da una splendida equipe di collaboratrici, ed immediatamente ci precipitiamo lì. Devo dire che nei mesi trascorsi frequentando questo centro ho visto cani nelle più disparate condizioni, compresi quelli tetraplegici e quasi a tutti è stato ridata la possibilità di una più o meno totale indipendenza. A questo punto comincia la nostra lunga ed estenuante avventura. Operetta aveva bisogno di tante terapie: ultrasuoni, stimolazioni elettriche e magnetiche e, soprattutto, tanti massaggi, il tutto da effettuare svariate volte al giorno per non stancare il cane e per fare in modo che per lei fosse un gioco, in quanto, per ottenere dei buoni risultati, è indispensabile che il paziente dia la massima collaborazione. Di conseguenza, anche se a malincuore, decido di ricoverare Operetta per 15 giorni, trascorsi i quali la posso riportare a casa per il week end, quindi, altri 15 giorni di ricovero ed altri 2 giorni a casa, dove devo proseguire con i massaggi e con i giochi che mi hanno insegnato all’ASTRAD. Notiamo, a questo punto, che Operetta si rinfranca quando torna a casa e collabora di più nei giorni successivi. Quindi, decidiamo di non ricoverarla più, ma di effettuare le terapie 3 volte la settimana, cercando di svolgere la gran parte del lavoro manuale a casa. Sono trascorsi circa 4 mesi e la muscolatura si è ormai completamente rinforzata (addirittura Operetta sembra quasi una culturista), la sensibilità è ormai quasi del tutto ritornata, ma la cagnina, che ormai potrebbe farlo, si rifiuta di alzarsi in piedi e, soprattutto, di camminare da sola. E’ come se fosse più comodo trascinarsi il posteriore ed è come se non si rendesse conto che può muoversi indipendentemente. Devo confessare che questo è stato sicuramente il momento più brutto, il momento in cui si perdono le speranze, il momento in cui ti coglie lo sconforto e in cui ti assale il dubbio che tutto il lavoro e le fatiche, sopportate soprattutto da Operetta, sia stato del tutto inutile. Pensiamo allora di ricorrere ai Fiori di Bach, per aiutarla anche psicologicamente. Passa ancora un mesetto senza vedere nessun progresso, se non dal punto di vista fisico, quando, finalmente, una mattina Operetta si solleva da sola e si rende quasi magicamente conto che può camminare e correre. Da quel giorno è stato un recupero fulmineo e nel giro di un altro mese circa Operetta, non solo riesce a camminare, ma sale e scende da sola anche dal divano del salotto (cosa per lei di primaria importanza!). Ora è, praticamente, un cane normale. Dico “praticamente” in quanto tutti questi mesi di attenzioni pressanti e continue ne hanno fatto una cagnina forse un po’ troppo viziata nei confronti degli altri miei cani e guai a non dargliele vinte tutte!!!!

 

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